Cosa possono insegnare i piccoli musei ai grandi

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I piccoli musei (PM) che sanno vedere la loro dimensione come un valore, e che hanno sperimentato come la loro dimensione possa essere anche un vantaggio in termini di flessibilità e di legame con la comunità locale, sono oggi – più del passato – capaci di fare rete e di sposare l’innovazione.

La scadenza della Giornata Nazionale dei Piccoli Musei del 18 giugno 2017 sta dimostrando quanto queste loro capacità siano grandi.

Mi occupo di PM da diversi anni, e li ho sempre visti come custodi di potenzialità inespresse, in gran parte a causa di una cultura che li ha storicamente irrigiditi in un modello di museo unico, che non è il loro, e li ha penalizzati perché “piccoli”, come se “piccolo” fosse un difetto.

Ho sempre pensato che parlare di musei senza aggettivi, non aiuti a capire quale sia davvero la loro situazione, e quali dovrebbero essere le iniziative e gli interventi (e le norme) da promuovere e da organizzare.

I convegni e le iniziative dell’Associazione Nazionale hanno mostrato ai piccoli musei che esistono tante modalità per valorizzare ulteriormente il loro ruolo e la loro funzione, e come sia possibile avere grandi obiettivi anche in termini di visitatori, oltre che di ricerca e di diffusione della conoscenza, avendo una dimensione piccola, e puntando sulla cultura dell’accoglienza e su modalità gestionali che non replichino in piccolo quanto fanno i grandi musei.

Ora la prima Giornata Nazionale dei Piccoli Musei sta mostrando qualcosa di nuovo e di diverso: la voglia di sperimentare nuovi modelli di rete, di mettersi assieme per fare quello che da soli si fatica a realizzare: dalla gestione e promozione di un itinerario, alla creazione di proposte di visita fuori dall’ordinario, all’organizzazione di eventi trasversali, alla gestione di marchi territoriali, alla costruzione di doni per i visitatori, al di fuori della logica dei gadget e della cultura del merchandising…

Non sottovaluterei il contributo che tutto questo movimento sta dando a quelle Istituzioni culturali che rischiano di restare imbrigliate nell’accettazione acritica di modelli gestionali standard e di attività di marketing nate in altri contesti culturali e con obiettivi spesso opposti a quelli perseguiti dalle Istituzioni museali in Italia.

Così pure non sottovaluterei l’invito che i piccoli musei fanno alle altre Istituzioni culturali di non gadgettizzare l’accoglienza e le esperienze di visita ai musei.

Giancarlo Dall’Ara

Un commento

Bruno brunetti
giugno 5, 2017
Desiderei prendere contatti con voi. Possiedo una collezione di strumenti musicali etnici da tutto il mondo. La mia mail e' bruno.brunetti32@gmail.com
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